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cucito creativo

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…..perchè c’è chi sorride davvero e chi mostra i denti, ma qui per fortuna ci sono solo sorrisi col cuore…. :)…e a voi Fate buone che mi sorridete col cuore dedico queste foto del mio mondo….vi voglio tanto bene e vi devo tanto…grazie…

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Chi l’ha detto che la spesa si debba fare con quelle tristissime borse di plastica….ho un certo numero di borse di iuta che erano in attesa di un mio intervento…questa è la prima

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Continuo il ciclo delle borse…queste sono un pò più seriose delle precedenti,ma sempre all’insegna del riciclo e della semplicità. La prima è lavorata a telaio con resti di lana bianca e nera, mentre il bordo è un pezzo di un vecchio maglione. L’interno è in feltro e i manici sono opera del grande Moro…il calzolaio del paese che ha la pazienza di seguirmi nei miei deliri creativi. Il secchiello, invece è composto da quadrati classici ad uncinetto (quelli delle coperte), cuciti pazientemente a mano sul fondo sempre preparato da Moro come il manico. Quando vedo le mie creazioni finite mi si scalda il cuore….:) …buonanotte Fate

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Naturali…comode…morbide…capienti ma non immense…ma soprattutto semplici da realizzare, semplicissime. Un rettangolo di 34 cm x 102 cm e per piegarla e cucirla nel modo giusto leggete qui. Naturalmente prima di piegarla e cucita dovrete foderarla. Scegliete voi se farla ad uncinetto o in stoffa, io per non farmi mancare nulla le ho fatte entrambe e in quella di stoffa mi sono divertita a riciclare un sacco di ritagli di stoffa che altrimenti sarebbero finiti in pattumiera…un lavoretto di pazienza per ottenere le misure giuste, ma una gran bella soddisfazione. Buon fine settimana Fate…un pò di pazienza se latito dai vostri blog, ma ho una montagna di lavoro da finire e tante sorprese che presto vi mostrerò…un bacione a tutte.

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Questo piccolo esserino era uno dei lavoretti che avevo preparato per i mercatini di Natale…il 26 dicembre era nero di fuliggine e irriconoscibile, da non poterlo guardare. Stavo quasi per rassegnarmi a buttarlo via con la morte nel cuore per l’attaccamento che sempre ho per quello che creo, quando un pensiero ha attraversato la mente…perchè buttarlo via, perso per perso provo un rimedio radicale…lo metto in lavatrice, almeno avrò tentato il tutto per tutto prima di buttarlo via. Ovviamente la parte razionale e saggia di me mi diceva…sei matta, uscirà distrutto dalla lavatrice, si deformerà tutto, la lana si infeltrirà e verrà fuori uno sgorbio inguardabile. Il mio cuore, invece, mi diceva di tentare , ho chiuso gli occhi, ho incrociato le dita e ho programmato il ciclo delicato…e il cuore aveva ragione. Mi raccomando, in situazioni disperate non ascoltate mai la ragione, può darsi che vi suggerirebbe la cosa più prudente, che non è detto sia la cosa giusta …seguite il cuore, prendete coraggio e fate sempre quello che il cuore vi detta…fregatevene della ragione, della saggezza e mandate al diavolo la razionalità perchè se deve accadere qualcosa di incredibile sicuramente accadrà se avrete incrociato le dita dicendo…o la va o la spacca

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In questo periodo quando ero piccina nella mia stanza compariva un tavolo e un immenso abete. Su quel tavolo si allestiva il presepe, o meglio, mio padre e mia madre con una pazienza certosina tutte le sere e le domeniche si dedicavano al presepe. Mio nonno collaborava con l’acquisto ogni anno di qualche statuina nuova, mentre mio zio era addetto ai meccanismi per far funzionare il laghetto e le altre strutture mobili. Mia madre, maniaca della pulizia, spazzava continuamente e ogni tanto dava il suo parere, mentre io e mio fratello, seduti a terra a naso in su guardavamo incantati tutto quel fermento. Giorno dopo giorno il presepe si arricchiva e prendeva forma e il momento magico era quando si spegnevano le luci e tutto si illuminava…le piccole finestre delle case, la stella cometa e il cielo stellato fatto con la carta blu con le stelline dorate…mio padre aveva fatto un buchino in ogni stellina e in ogni buchino aveva collocato una lucina…quel cielo stellato m’è rimasto sempre nel cuore. Io non so bene da quanti anni non facevo più un presepe, so solo che un pomeriggio a furia di rimaneggiare feltro, lana e stoffine vecchie, sull’onda della dolcezza dei presepi della mia infanzia, è nato il mio presepe…

Con questo post partecipo al Link di Daniela di Decoriciclo

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