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Le popolazioni germaniche pre-cristiane usavano ghirlande con candele accese durante i freddi e bui giorni di dicembre come segno di speranza nel ritorno dei giorni caldi e soleggiati della primavera. In Scandinavia, durante l’inverno, venivano poste delle candele accese intorno ad una ruota e si offrivano preghiere al dio della luce affinché girasse “la ruota della terra” verso il sole allo scopo di allungare i giorni e ristabilire il caldo. Nel medioevo i cristiani avevano adottato questa tradizione ed usavano le ghirlande con le candele per prepararsi spiritualmente al Natale, come simbolo di Gesù Cristo “luce del mondo” che disperde le tenebre del peccato e fa rifulgere la verità e l’amore di Dio. La forma della ghirlanda (un cerchio) simboleggia l’eternità e l’amore di Dio che non ha nè inizio nè fine, dura in eterno, indica dunque l’immortalità dell’anima e la vita eterna in Cristo. Oggi io dò a questo piccolo cerchio magico un significato mio….un abbraccio che scaldi il cuore e mi aiuti ad apprezzare quello che ho senza correre dietro a quello che vorrei….

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Dicevo che in questo periodo nella mia stanza compariva un tavolo e un abete immenso…vero…con un certo disagio di mia madre che essendo maniaca della pulizia spazzava dieci volte al giorno gli aghi di quella stupenda pianta. Ma mio padre non transigeva…l’albero di Natale doveva essere vero e per decorarlo si montava sulla scala. Io e mio fratello guardavamo incantati  le palline di vetro luccicanti…fragilissime…leggere come piume…col batticuore le porgevamo a mio babbo che studiava la posizione di ognuna con attenzione e senso estetico. Non so che pagherei per rivivere quei momenti…di notte si lasciavano le luci dell’albero accese e a me sembrava di essere in una favola. E siccome quest’anno ho deciso di concedermi almeno il meraviglioso ricordo di quei momenti senza fuggirlo come negli anni passati, il mio albero quest’anno è morbido e colorato…un abbraccio che vorrei…ho lavorato a maglia e all’uncinetto per giorni e ogni pallina era un pensiero dolce e un bel ricordo…

La spiegazione la trovate qui

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In questo periodo quando ero piccina nella mia stanza compariva un tavolo e un immenso abete. Su quel tavolo si allestiva il presepe, o meglio, mio padre e mia madre con una pazienza certosina tutte le sere e le domeniche si dedicavano al presepe. Mio nonno collaborava con l’acquisto ogni anno di qualche statuina nuova, mentre mio zio era addetto ai meccanismi per far funzionare il laghetto e le altre strutture mobili. Mia madre, maniaca della pulizia, spazzava continuamente e ogni tanto dava il suo parere, mentre io e mio fratello, seduti a terra a naso in su guardavamo incantati tutto quel fermento. Giorno dopo giorno il presepe si arricchiva e prendeva forma e il momento magico era quando si spegnevano le luci e tutto si illuminava…le piccole finestre delle case, la stella cometa e il cielo stellato fatto con la carta blu con le stelline dorate…mio padre aveva fatto un buchino in ogni stellina e in ogni buchino aveva collocato una lucina…quel cielo stellato m’è rimasto sempre nel cuore. Io non so bene da quanti anni non facevo più un presepe, so solo che un pomeriggio a furia di rimaneggiare feltro, lana e stoffine vecchie, sull’onda della dolcezza dei presepi della mia infanzia, è nato il mio presepe…

Con questo post partecipo al Link di Daniela di Decoriciclo

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Sono anni che vivo il Natale divisa a metà fra la dolcezza del ricordo di Natali migliori e la tristezza di vuoti e mancanze che non sono mai riuscita a colmare. Quest’anno voglio che il mio Natale sia diverso…voglio che il ricordo di tutte le persone che amo e che per un motivo o per l’altro non ci sono più, mi faccia compagnia e mi scaldi il cuore…voglio che un briciolo di speranza e di ottimismo mi faccia sentire come quando ero ragazzina…chissà se ci riuscirò…una cosa è certa, il vostro affetto e la vostra vicinanza, perchè a dispetto di un cinismo che non mi è mai appartenuto, non c’è bisogno di frequentare fisicamente qualcuno per amarlo e tenergli le mani nei momenti di difficoltà e non c’è bisogno neanche di gravarsi dei suoi problemi…basta poco per dimostrare di voler bene davvero perchè l’affetto, la comprensione e la sintonia non si pesano nè si misurano. Grazie di tutto Fate…

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Quando torna un pò di serenità dopo la tempesta è come sentire ancora l’odore della pioggia e vedere l’arcobaleno. Vi abbraccio tutte forte, grazie a voi non mi sono sentita mai sola…grazie di cuore….vi presento Cecilia

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….per le mie fate…siete sempre nel mio cuore. Sto vivendo un momento di difficoltà, ma ce la sto mettendo tutta per tornare qui presto e in perfetta forma con le mie bimbe e i miei piccoli sogni. Voi aspettatemi e pensatemi un pò ogni tanto…

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