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Ho l’abitudine di andare per mercatini e comperare cose che, apparentemente, sono inutilizzabili. Per un po’ di tempo giro e rigiro quello che ho comperato per capire che utilizzo posso farne, che forma prenderà, poi per un po’ lascio lì tutto ad attendere l’ispirazione giusta. Immancabilmente capita che un giorno, riesumo quello che giace nel mio baule delle meraviglie e in men che non si dica, gli oggetti più inusuali  e ormai datati diventano carini e accattivanti, a volte persino alla moda.

Ve li ricordate quei bracciali di plastica colorati che spopolavano negli anni “60?  Le bancarelle del vintage spesso ne sono piene, li ho sempre guardati con tenerezza chiedendomi come ridare loro la possibilità di essere sfoggiati con allegria.

Ecco il risultato. E’ difficile portare bracciali d’inverno perché spariscono, spesso offuscati dall’abbigliamento invernale. Questi no.Immaginebracciali

La biancheria  da casa è sempre stata la mia passione e da tempo la creo cercando di trasmettere il mio modo di viverla. Oggi vi faccio vedere dei grembiuli che confeziono con stoffe pazientemente cercate nei negozi che vendono tessuti d’importazione. Alcuni sono ricamati a punto croce, il mio primo amore. altri sono stampati con una tecnica che permette di lavarli e stirarli normalmente e su altri ancora creo delle applicazioni con stoffe diverse.Immagine333

 

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Due pannelli di “benvenuto”. Sono in legno dipinto a mano e le decorazioni sono rose all’uncinetto, rose di stoffa, fiori di seta e decorazioni in feltro. Io li trovo carini da appendere fuori dalla porta di casa per accogliere i nostri ospiti con calore e simpatia.

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Ho scoperto il piacere di lavorare il feltro da poco tempo. E’ un materiale, versatile e relativamente semplice da gestire. Io lo uso molto per le borse e per le pantofole e mi piace cucire tutto a mano perché mi sembra che alla fine così le mie creazioni abbiano un calore diverso. Certo non avrò mai mani perfette da manicure…tagli e calletti non mancano, ma non rinuncerei per nulla al mondo alla soddisfazione di veder nascere oggetti senza l’ausilio di nient’altro che le mie mani, ago, filo robusto e feltro colorato. A volte confeziono le borse lasciando il feltro a vista, altre volte lo uso per l’interno della borsa che viene rivestita con lana lavorata ai ferri o all’uncinetto o con stoffe di recupero (l’ideale sono i cappotti vecchi…mai buttare via nulla). Per le pantofole la difficoltà maggiore sono le misure…così ho chiesto aiuto al calzolaio del paese che mi ha dato le misure esatte dei vari numeri di scarpa. Tenete conto che, dopo un po’ che si indossano, queste pantofole, essendo di feltro, cedono un po’, quindi, meglio sentirle un po’ strette all’inizio e lasciare che prendano la forma del piede. Vi mostro quanto mi è rimasto in laboratorio dopo la stagione invernale, ma sto già lavorando per la nuova collezione.Immagine borseImmagine pantofole

 

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Quando mi prende l’ispirazione non mi fermo più. E’ tempo di scarpette e, come sempre avviene ad estate inoltrata, mi viene voglia d’inverno. Ho la fortuna di avere una casa fresca, quindi, incurante del bollore che imperversa fuori, io sferruzzo come una matta.

Non ho resistito alla tentazione di fare un altro paio di scarpette da fate e delle ballerine

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Ho fatto un lavoro davvero certosino per ricavare le spiegazioni delle ballerine nei num. 36-37-38-39, calcoli infiniti fatti e rifatti centomila volte, ma alla fine ce l’ho fatta e sono perfette. Una signora mi ha chiesto di fargliene due paia in cotone da usare non come pantofoline ma come scarpe vere e proprie. Mi sono precipitata dal calzolaio del paese che per fortuna mi ha rassicurata…alla fine vengono perfette. Quelle grigie con il fiocchetto a pois, infatti, sono rifinite e suolate in cuoio e ci si cammina comodamente.

Ora vi saluto e vado a letto che domani qui c’è fiera.

Un abbraccio a tutti

Forse sembrerà fuori tempo lavorare la lana adesso, peraltro con questo caldo, ma se voglio essere sicura che all’arrivo  dei primi freddi fate e gnomi abbiano piedini cadi e protetti, devo pensarci per forza da adesso. Fra l’altro, chi conosce i miei lavori, sapendo che non faccio mai due cose identiche, mi ordina già da ora qualche regalino di Natale…:)

Così, nelle ore più fresche della giornata faccio pantofoline

Appena ultimate pubblicherò anche  le ballerine e se interessano le spiegazioni basta scrivere una mail

[email protected]

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C’è chi pensa che sia strano vivere nelle nuvole e nel mondo delle fiabe alla mia età, ma credo che rimarrebbe stupito se solo immaginasse quanto aiuta ad accettare meglio la fredda quotidianità rifugiarsi ogni tanto in mondi parelleli dove tutto è esattamente come vorremmo che fosse…:)

http://www.briciolepuntini.com/2013/07/contest-estate-in-cittacon-giochino.html?showComment=1375047579963#c4859816494484569498

Una iniziativa divertente e stimolante che Briciole e Puntini  propone per condividere idee e conoscere nuove amiche. Maggiori informazioni QUI

Io ho deciso di partecipare con la mia “panchina delle fate”. Inutile dire che fate, streghe, gnomi ed elfi hanno sempre fatto parte del mio mondo e della mia vita ed anche oggi che sono decisamente adulta, nel mio immaginario mi vedo seduta nel bosco a chiacchierare amabilmente con creaturine dalle orecchie a punta su una panchina fatta così

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La realizzazione è più semplice di quello che appare a prima vista. La panchina l’ho modellata con legnetti raccolti nel bosco dopo averli inumiditi un po’ per far loro assumere la forma della panchina…qualche chiodino minuscolo e il vinavil hanno fatto il testo. Quando tutto era ben asciutto e perfettamente in forma, ho pensato all’arredamento. Ho confezionato un minuscolo cappellino di cotone rosa all’uncinetto e l’ho decorato con nastrino a quadretti rosso e un fiorellino di quelli da bomboniere.

Con stoffina a quadretti che richiama il nastrino del cappellino ho cucito un cuscinetto più grande che facesse da schienale e uno più piccolo sistemato sopra l’altro a mò di poggiatesta.

Ho cucito poi un altro piccolo cuscino a rose che ho appoggiato sulla panchina e sul quale ho adagiato il cappellino. Ho chiesto al titolare di uno dei bar del paese un ombrellino di carta da aperitivo e con santa pazienza ho staccato la carta e l’ho sostituita con stoffina a rose uguale a quella del cuscino fissandola con colla a presa rapida che mi garantisse un fissaggio sicuro (l’ombrellino si apre e si chiude perfettamente).Per finire ho drappeggiato con tulle azzurro e carta da zucchero e decorato con foglie di organza. Il secchiello di alluminio pieno di roselline secche ha completato l’opera. Ora la guardo e nella mia mente un po’ matta, sto quasi pensando di farne una a grandezza naturale e vera da poterci sognare sopra per ore.

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